Origine dello sporco in acquario: capire il ruolo del mangime e dei detritivori

Origine dello sporco in acquario: capire il ruolo del mangime e dei detritivori

Da cosa deriva quello che chiamiamo “sporco” in acquario?

Senza voler discutere sulla definizione  del termine, assumiamo in linea generale che lo sporco è rappresentato da tutti quei detriti e accumuli che esteticamente non piacciono all’acquariofilo.

Nelle prossime righe vorrei farvi apprezzare il ruolo del mangime e quello degli organismi detritivori in quella che poi diventa la gestione di tale sporcizia per nulla gradita nell’acquario da salotto.

Chiariamo fin da subito che l’acquario é un piccolo ecosistema quasi chiuso: tutto ciò che avviene al suo interno deriva dalla trasformazione naturale e spontanea dei materiali che noi stessi immettiamo volontariamente: mangime e fertilizzante. A questi possiamo aggiungere anche i gas come l’ossigeno e soprattutto la CO2 atmosferica, che entrano nel nostro ecosistema semplicemente perché la superficie dell’acqua è a contatto con l’aria e gli acquari perfettamente ermetici sono rari…

Analizziamo quindi cosa succede una volta che immettiamo del mangime in acquario, tralasciando un momento la fertilizzazione in quanto non tutti gli acquariofili la realizzano, mentrein qualche modo i pesci ricevono sempre il cibo.

PRIMO STEP

Il mangime viene inghottito dai pesci diventano ingesta. Una parte, come avrete notato, viene sempre dispersa e quindi avanzata. Questo avviene poiché nel momento di cibarsi, i pesci sono bruschi e una percentuale del mangime si sbriciola in acqua venendo cosí dispersa e non effettivamente ingerita.

Quando il mangime viene digerito dai pesci la strada si divide:

  • una parte viene trattenuta o meglio “ritenuta” andando a formare la biomassa ossia il corpo dei pesce. L’azoto, quello che poi preoccupa perché forma nitriti e nitrati, viene ritenuto poco di solito, parliamo di meno del 50% di quello ingerito in numerose specie ittiche studiate.
  • una parte viene espulsa come materiale fecale, il quale contiene ancora molti nutrienti che semplicemente non sono stati assimilati.
  • una parte viene espulsa dopo aver subito tante trasformazioni chimiche e si accumula in acqua come CO2, ammoniaca, etc In generale, sono i cosiddetti composti inorganici.

SECONDO STEP

Il materiale fecale prodotto, come dicevo, contiene ancora nutrienti utilizzabili. Questo significa che esistono degli altri organismi che se ne possono approfittare. Assieme al mangime avanzato prima, possiamo definire tutto questo come “detrito”. Nell’accozzaglia possiamo includere anche foglie morte e pesci morti se non li rimuovete in fretta.

Questo detrito rappresenta la fonte nutritiva per numerosi organismi detritivori. Alcuni sono proprio specializzati, altri se ne cibano occasionalmente, come per esempio gli stessi pesci ornamentali. Sarebbe opportuno fare un distinguo. Esistono organismi spazzini che prediligono detriti altamente nutrienti, come pesci morti o mangime avanzato, e detritivori che trasformano residui con meno nutrienti e meno energia ivi contenuta, spesso anche piú piccoli fisicamente… fino ad arrivare ai microdetritivori, ai protozoi, muffe acquatiche e batteri. Queste distinzioni non sono nette e lo sono ancora meno in acquario, in quanto qualsiasi organismo si ciba di tutto ció che puó, non segue diete teoriche, ma cerca di sopravvivere con quello che ottiene dall’ambiente.

Analizzando il problema dello sporco, notate nell’infografica come vi sia un parallelismo con lo step precedente. I detritivori che si cibano di detriti in parte usano quei nutrienti per crescere, in parte vengono rilasciati composti inorganici e in parte nuovamente si forma materiale fecale. Queste feci continuano a essere detriti sporchi, ma sono quantativamente MENO di quelle presenti prima dell’azione dei detritivori. Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. In questo caso, parte di quel materiale fecale si é trasformato in biomassa viva di detritivori, quindi viene sottratta dall’acqua.

Caliamo la situazione in acquario. Avete mai visto chiocciole e piccoli vermi detritivori? Questi organismi si cibano (anche) di detriti. Sebbene ci sembri che “producano un sacco di sporco” le chiocciole non creano nulla, anzi, sottraggono dall’ambiente materiale e ne rilasciano una solo una frazione, quella che non assimilano e quindi non va a far parte del loro stesso corpo.

Eppure, sembra che un acquario pieno di chiocciole sia comunque più sporco. Dove sta l’inganno?

TERZO STEP

Tutti quei composti inorganici che si “scartano” dopo ogni trasformazione che abbiamo appena visto, si accumulano in acqua. Ci sono batteri che li trasformano, per esempio quelli che desideriamo avere nel filtro biologico, ma in ogni caso escludendo la piccola parte che volatilizza, il resto resta disponibile in acqua per PIANTE e ALGHE. Le prime incoporano questi nutrienti inorganici nella propria biomassa, per esempio facendo crescere nuove foglie. Quegli elementi restano quindi intrappolati nelle piante finché queste non marciscono oppure non vengono rimosse dall’acquario con la periodica potatura.

E le alghe?

Queste crescono spesso parecchio e a differenza delle piante, che generalmente non vengono attaccate dagli ospiti tipici in acquario, rappresentano una fonte alimentare per tanti organismi tra cui le chiocciole e alcune specie di pesci. Se diventano “mangime” tornano a generare tutta quella seria di trasformazioni che iniziano ad assumere i caratteri di un “circolo imperfetto”.

Nota importante: nel caso delle alghe viene incorporata anche CO2 derivante dall’aria, quindi il loro peso secco potrebbe essere maggiore rispetto al mangime da cui derivano. Attenzione, tuttavia, che l’elemento che ci interessa di piu in tutto questo discorso è l’Azoto, e quello deriva quasi unicamente dal mangime introdotto.

 

CONCLUSIONI PRATICHE

  • Gli organismi detritivori non “sporcano” dal nulla.  Semplicemente trasformano il potenziale sporco che già vi è in acquario.
  • Gli organismi detritivori, da un punto di vista ecologico in acquario, partecipano alla riduzione di quello che è l’azoto presente nei detriti o libero in acqua.
  • Se la biomassa di detritivori aumenta, significa che é stato sottratto (indirettamente o meno) Azoto dalle altre componenti ecologiche: acqua, detriti, alghe…
  • Un acquario infestato da alghe potrebbe trarre uno svantaggio dall’introduzione simultanea di molti alghivori-detritivori poichè verrebbe rimesso in circolo una parte dell’azoto che le compone, potendo innalzare in un primo momento quello che è l’azoto inorganico in acqua (ammonio, nitriti, nitrati).
  • Gli organismi detritivori non sono indispensabili in acquario, dato che esiste la tecnologia e le manutenzioni manuali per sopperire al loro ruolo ecologico, tuttavia possono essere benefici in quanto riducono la quantità di detriti disponibili per muffe acquatiche, batteri decompositori e relativi protozoi batterivori. Tra queste specie, alcune sono patogene facoltative dei pesci. Alcuni organismi detritivori, come alcune chiocciole, possono essere portatrici di altri patogeni, per cui il pro/contro va analizzato caso per caso in maniera dettagliata evitando “affermazioni generalizzate e non debitamente spiegate/dimostrate”.

 

 

Matteo Rancan

Specialista di acquacoltura tropicale, progetta e costruisce impianti in Sudamerica e Caraibi. Appassionato di acquariologia.

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