La stagione secca in Amazzonia – un report acquariofilo

La stagione secca in Amazzonia – un report acquariofilo
Scatto di Andrea Gollin quando visitammo Leticia, Amazonas, Colombia in una spedizione del 2021.
Vorrei prendere spunto dalla stagionalità in Amazzonia per riflettere sul concetto di benessere nei pesci ornamentali allevati.
Siamo abituati, poiché indotti dal pensiero comune, che i pesci e in generale tutti gli animali abbiano un reale benessere solo nei loro habitat naturali. Effettivamente è una conclusione abbastanza intuitiva se paragoniamo la bellezza della foresta amazzonica con una scatola di vetro in cui nuotano dei pesci catturati e importati da 10-11.000 km di distanza.
 
Siamo sicuri sia una analisi corretta?
 
Quando visitiamo le meraviglie della natura lo facciamo sempre da quello che siamo: la specie dominante che grazie a milleni di evoluzione biologica e un secolo o due di forte evoluzione tecnologica è all’apice di tutto.
 
A causa di questa posizione di superiorità non riusciamo a calarci nella comprensione innata della biocenosi che padroneggia gli ambienti naturali in cui i pesci sono solo un tassello e mai un protagonista privilegiato.
 
La biocenosi non è altro che l’insieme delle varie interazioni tra gli organismi in un ambiente specifico, magari proprio un biotopo di interesse acquariofilo.
Osserviamo questi habitat e ci sembrano quasi magici. In realtà tutta la recente Storia umana è servita per scappare dalla nostra biocenosi originaria, fatta soprattutto di sofferenza e fatica.
 
I pesci, ovviamente, sono ancora tasselli inconsapevoli (ovviamente) di un quadro naturale più complesso. E va benissimo così.
La riflessione, infatti, punta soprattutto a criticare negativamente quell’argomentazione di taluni che suona come “Lasciate in natura le povere bestie” facendo pressione sul teorico malessere psico-fisico che soffrirebbero in cattività.
 
È una falsità senza fondamenti logici nè evidenze scientifiche. 
 
Evitando di fare il cosiddetto cherry picking con quegli acquari terribili di alcuni novizi o appassionati mal informati… numerosi acquari ben allestiti e gestiti sono oasi di prosperità dove vengono meno i primi 4 grandi ostacoli per il benessere:
 
– Insufficienza alimentare: i pesci in acquario ricevono abbondante alimento formulato.
 
– Predazione: i pesci d’acquario sono protetti dai loro predatori.
 
– Malattie: in un buon acquario si azzerano tanto le parassitosi come le infezioni batteriche e virali.
 
– Condizioni inadeguate dell’acqua: la buona gestione di ammoniaca e nitrito negli acquari protegge i pesci da pericolose intossicazioni, così come la buona ossigenazione li tutela da situazioni stressanti e mortalità.
 
Scatto aereo che ho realizzato nel 2023.

Nella foresta amazzonica la stagione secca colpisce duramente certe aree, abbassando considerevolmente il livello dell’acqua e tagliando fuori dalla rete idrografica principale numerose anse e piccoli canali in cui vivono numerose delle specie preferite dagli acquariofili.

Spesso, infatti, si rinvengono queste pozze isolate nella foresta in cui il flusso d’acqua è minimo o quasi assente. Qui gli animali sono costretti a sopravvivere alcuni mesi in attesa delle piogge, la quali vanno a creare nuovi ambienti ricchi di alimento e spazi.

Anche gli ambienti dei tratti principali dei grossi fiumi ne risentono: i pesci raggiungono densità numeriche elevatissime, peggiorando tanto la qualità dell’acqua in termini di ossigenazione, quanto incrementando il rischio di diffusione di alcune patologie. 

La mortalità, in questo periodo, potrebbe risultare significativa, tuttavia vanno considerati molti aspetti che in parte sono già stati accennati. I pesci appartengono a una biocenosi e fa parte degli equilibri naturali anche questa fase che, agli occhi acquariofili, appare come critica o infelice. 

Solo negli acquari domestici i pesci ornamentali vengono curati con tutte le attenzioni.  In natura questo non avviene e se con il modificarsi delle condizioni ambientali la situazione diventa insostenibile troppo rapidamente, la conseguenza è semplice: la popolazione in oggetto sparisce.  

Le rive affollate di barchette in un villaggio amazzonico.

Conclusione e consiglio personale finale: invece di preoccuparsi della morale sugli acquari, pensate a curare bene la qualità dell’acqua evitando di uccidere i pesci con picchi di nitriti facilmente evitabili oppure ignorando le minime pratiche di corretta gestione che eliminano la stragrande maggioranza dei rischi di malattia. Più risultati, meno chiacchiericci infondati.

 

In un prossimo articolo vi parlo della sostenibilità della pesca di pesci ornamentali, così chiariamo un altro dubbio che genera discussioni altrettanto prive di evidenze concrete.

Matteo Rancan

Specialista di acquacoltura tropicale, progetta e costruisce impianti in Sudamerica e Caraibi. Appassionato di acquariologia.

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