Guppy e Neon compatibili? Facciamo chiarezza

Neon e guppy possono vivere assieme?

Riguardo alla convivenza tra guppy e neon si sono spesi fiumi di parole su internet, già dall’inizio degli anni 2000 nei primissimi luoghi virtuali di discussione si accendevano i dibatti su “compatibilità di valori”, “guppy in acque dure, neon in acque acide”, “guppy centro americani, neon sudamericani” e tante altre tematiche che riguardano l’accoppiata più famosa di sempre, Poecilia reticulata e Paracheirodon innesi in acquario tropicale.

Le origini...

E’ ormai consolidato da decine di anni: i guppy e i neon sono tra le specie più comuni nel commercio di pesci ornamentali. 

I primi sono di facile riproduzione e vengono prodotti in massa anche in Italia, sebbene gran parte arrivi nei negozi dall’Europa centro-orientale.

I secondi, invece, sono quasi sempre di importazione. Vengono pescati in numero enorme nei corsi d’acqua amazzonici e inseriti nel mercato acquariofilo dai grandi centri di distribuzione europei e dai piccoli importatori diretti autorizzati.

L’origine esatta degli esemplari è fondamentale per valutare le loro caratteristiche…

Effetti della selezione naturale in ambiente artificiale

Quando una popolazione di una determinata specie animale viene allevata in modo artificiale, vi sono due forze che agiscono sul “come sarà in futuro” tale gruppo di individui.

La prima, palese in acquariofilia, è la volontà di ottenere risultati estetici precisi. Tutti i pesci ornamentali sono allevati con l’obiettivo di ottenere esemplari di un aspetto altamente appetibile per il mercato. Ciò si traduce nello scegliere con cura i riproduttori, cosicchè grazie alle conoscenze di ereditarietà genetica, è possibile ottenere prole con caratteristiche via via più simile all’obiettivo.

La seconda forza, spesso trascurata, è la selezione naturale in ambiente artificiale.

In acquariofilia il quasi 100% dell’interesse è nell’ottenere animali più belli, non più prolifici o resistenti. Ciò significa che le performance riproduttive e in ultima analisi l’adattabilità all’ambiente delle popolazioni non sono decise direttamente dagli allevatori, ma sono sottoposte alla selezione naturale.

Questa forza agisce, oltretutto, in modo abbastanza veloce.

Guppy di allevamento - selezione non estrema, ma colori non tipici delle popolazioni selvatiche originarie

Verso cosa spinge la selezione naturale

Nel caso degli acquari, la selezione naturale spinge le popolazione allevate ad essere via via più adatte alle caratteristiche dell’acqua di allevamento, il primo ostacolo alla sopravvivenza e riproduzione di tantissime specie esotiche.

L’acqua di allevamento, di solito, ha le seguenti caratteristiche:

  • pH tra 7 e 8
  • durezze medie o alte
  • temperatura tra 20 e 30°C
  • conducibilità elettrica di 200-800 um/cm

I continui tentativi di allevamento di animali provenienti da acque molto diverse ha portato alla creazione di popolazioni effettivamente ben adatte, con buoni tassi riproduttivi e di sopravvivenza e senza problematiche sanitarie associate alle caratteristiche dell’acqua.

Ciò è un processo assolutamente normale e tipico di tutti gli animali che per molti anni vengono allevati dall’uomo. In zootecnia ciò viene favorito direttamente, in modo da possedere organismi ottimizzati per le condizioni ambientali meno costose da sostenere. In acquariofilia esistono pochi progetti mirati a ciò, tuttavia il processo avviene comunque, a meno di offrire condizioni identiche a quelle naturali.

Attenzione: il processo è reversibile, ma non cumulativo

Alcuni acquariofili credono che qualunque pesce ornamentale possa essere inserito direttamente in un acquario “uguale” ai biotopi di origine. Ciò, in verità, è una follia.

Se un pesce è stato tenuto per un certo periodo a determinate condizioni dell’acqua, trasferirlo velocemente in un ambiente differente può essere fatale a causa dello squilibrio osmotico che si verrebbe a creare. Ciò è dovuto alle differenti concentrazioni saline delle due acque.  

Anche a lungo andare vi possono essere problemi… Se una popolazione da tempo è mantenuta in acqua dura e alcalina, probabilmente è costituita da esemplari che non possono più essere introdotti in acque molto tenere e acide, “solo perchè la specie, in natura, vive così”. 

Si può parlare di valori ideali per i guppy?

Nel caso dei guppy e di altri poecilidi è difficile poter parlare di valori ideali per due motivi:

  • I singoli esemplari sono, generalmente, piuttosto tolleranti a un range relativamente ampio di valori di durezza, pH, temperatura. Anche di salinità.
  • Esistono tantissime micro popolazioni diverse, spesso associabili a singoli allevamenti, adatte a condizioni particolari e tipiche. Alcuni allevamenti asiatici, per esempio, utilizzano acqua salmastra. Altri allevamenti (o anche fishroom di acquariofili) vedono i guppy in acque tenere e acide. 

Con i guppy si è osservato che l’adattamento generazionale è velocissimo, già gli stessi avannotti che nascono e sopravvivono alla prima generazione in un determinato acquario (=ambiente) sono estremamente più idonei a quelle condizioni rispetto ai genitori. 

Parlare di valori ideali per i guppy, quindi, creerebbe non poche imprecisioni.

Acquario amazzonico dovre potrebbero vivere anche dei guppy, oltre ai Neon e altri caracidi e ciclidi sudamericani

I neon sono meno tolleranti?

I Paracheirodon innesi, invece, non sono così intesamente allevati e non sembra/non si sa se le popolazioni rispondono così velocemente ai cambiamenti ambientali.

Ciò che è certo è che la gran parte degli esemplari in commercio è pescata direttamente in natura, di conseguenza ci si può basare sui dati provenienti dalle misurazioni di composizione chimica e temperatura dell’acqua di origine.

A questo riguardo le zone principali sono il rio Purus, rio Putumayo (Perù) e anche rio Caquetà (Colombia-Perù), rio Napo (Ecuador-Perù includendo affluenti) e dunque verso il Brasile: qui molti corsi si immettono nel Rio Solimoes, che a valle assieme al Rio Negro dà origine al Rio delle Amazzoni.

L’acqua viene classificata come bianca (leggi di più qui sulle acque amazzoniche), significa che rispetto a quella di altri biotopi è ricca di sali e detriti minerali provenienti perlopiù dalle Ande. Non risulta ancora così ricca di fogliame e acidi umici/fulvici/tannini come nelle località brasiliane. 

Di conseguenza il pH non è così basso e in alcuni tratti può essere ben superiore a 7, in altri oscilla durante l’anno tra 6 e 6,5 circa, potendo comunque scendere leggermente. Se ne parla in questa pubblicazione e in quest’altra.

Neon e guppy sono compatibili?

Per quanto riguarda il pH (e la temperatura) non si può dire in assoluto che siano incompatibili. Possono esistere delle popolazioni che andrebbero preferibilmente allevate in acque dedicate, ma non è un regola sempre valida.

 

Il biotopo è diverso?

Se un acquariofilo desidera ricreare un vero biotopo, ovvero copiare tutte le specie viventi macroscopiche (piante, pesci, chiocciole, gamberetti) di un determinato biotopo spesso non dovrebbe tenere guppy e neon nella stessa vasca.

QUI parlo più approfonditamente dell’Acquario Biotopo!

I neon non sono presenti negli ambienti tipici dei guppy, ovvero nord Venezuela e zone caraibiche del centro america.

Tuttavia alcune popolazione di Poecilia reticulata in natura vivono nelle zone amazzoniche tipiche dei Paracheirodon innesi: è il caso del Rio Solimoes. In verità, popolazioni di guppy sono presenti in varie parti del Brasile come conseguenza del rilascio dagli acquari. Sebbene alloctoni, quei guppy ora appartengono all’ittiofauna di tali località e una riproduzione fedele del biotopo potrebbe/dovrebbe includerli.

Una curiosità: esistono guppy anche in alcune località italiane e europee. Sono, ormai, largamente distribuiti in tutto il mondo a causa dei rilasci.

Vedi anche questo sito interessane–> Viviparos.

 

Piccola interruzione!

Per chi volesse acquistare pesci d’acquario consiglio di rivolgersi alla serra TAD CREW, in quanto ha standard sanitari elevati e dispone di molte specie, anche quelle più particolari. Vende online e spedisce in tutta Italia ed Europa.

Compatibilità di valori non significa compatibilità comportamentale...

La scelta della popolazione di un acquario ornamentale, per essere davvero ornamentale e non un campo di massacri, dovrebbe tener conto anche delle compatibilità comportamentali.

Tenere assieme prede e predatori potrebbe non essere un buona idea, a meno di particolari creazioni “sostenibili” o per determinati obiettivi… 

Così come non è vantaggioso tenere insieme specie molto attive con altre più calme e meno competitive, per esempio in ottica di riuscire a far alimentare tutti a sufficienza o di evitare di avere pesci sempre nascosti.

... non è il caso di guppy e neon

Nel caso di questi pesci, non vi sono segnalazioni di reale incompatibilità comportamentale.

Potrebbero esservi episodi isolati di morsi alle pinne dei guppy, ma ciò avviene soprattutto con le selezioni estetiche più spinte. In tal caso, oltretutto, un animale così selezionato forse dovrebbe stare in una vasca di allevamento o di “esaltazione del frutto della selezione artificiale”, non in un acquario che riproduce un biotopo della natura.

Conclusioni sulla convivenza tra neon e guppy

Spero che questo articolo e le pubblicazioni riportate vi siano risultati interessanti e abbiano fatto chiarezza su una della leggende acquariofile più diffuse “guppy e neon non possono stare insieme”. 

Se desiderate approfondire o discuterne, vi invito a farlo qui nei commenti, sul nostro gruppo facebook o sul forum di Acquariofilia Facile.

 

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