Complessità motoria microscopica, l’esempio degli Euplotes.

Complessità motoria microscopica, l’esempio degli Euplotes.

Stiamo parlando di microrganismi acquatici che appartengono al gruppo dei protozoi: cellule singole dotate di un gran numero di funzionalità del tutto comparabili a quelle degli animali.

Un tratto caratteristico di numerosi protozoi sono le ciglia, tanto che un sottogruppo di questi viene proprio chiamato “ciliati”. Le ciglia in microscopia sono strutture filiformi, sempre molto piccole e generalmente riunite in file.
Queste file vengono mosse ritmicamente per produrre un flusso d’acqua utile come propulsione per spostarsi o per attirare particelle di cibo. Il nome tecnico è membranella ondulante e richiama subito l’effetto che si osserva in diretta con il microscopio a circa 40-100 ingrandimenti.

Probabilmente se avete studiato in qualche occasione un libro di biologia, nei capitoli di citologia avrete sicuramente letto dei flagelli . Sono strutture filiformi più grandi e robuste delle ciglia e da soli funzionano come meccanismo locomotorio: ondulando e ruotando creano un flusso d’acqua con proposito di propulsione. A volte sono in coppie, a volte hanno anche altre funzioni! Vi ho citato il caso del movimento poiché lo potete osservare facilmente anche a casa con un microscopio entry level e un buon campione di acqua di stagno.

Esiste una struttura microscopica dei protozoi a mio avviso ancora più affascinante. Si chiamano cirri e sono fasci robusti di ciglia la cui peculiarità è la capacità di movimento individuale e indipendente. Questo significa che un protozoo munito di vari cirri potrà muoverli a seconda di come conviene con assoluta precisione: non parliamo di generare un flusso d’acqua, ma di una sorta di arrampicata tra i detriti del micromondo.

Gli Euplotes come quello in foto, infatti, si possono osservare “camminare” un passo dopo l’altro lungo una ifa di muffa acquatica, un filamento di alghe verdi o semplicemente spostandosi in un aggregato di batteri e sedimenti. I cirri, grazie probabilmente a un meccanismo di adesione con legami deboli intermolecolari, funzionano come ancoraggio a una superficie mentre le ciglia muovendosi attirano le particelle alimentari.

Matteo Rancan

Specialista di acquacoltura tropicale, progetta e costruisce impianti in Sudamerica e Caraibi. Appassionato di acquariologia.

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