Capire il filtro dell’acquario: biologico e meccanico

Capire il filtro dell’acquario: biologico e meccanico

17 domande – risposta

I filtri d’acquario derivano dalla tecnica RAS utilizzata in acquacoltura, che come ben sapete è la madre “industriale e scientifica” dell’acquariofilia. Sull’argomento esistono oltre 45.000 pubblicazioni scientifiche: gestire bene un filtro d’acquario non è un’opinione soggettiva, in quanto ci sono tutte le info valide per un approccio razionale a questo argomento.

Capire davvero come funziona ci consente di prendere decisioni basate su evidenze, senza dover abbracciare una “teoria personale di qualcuno” quasi fosse un atto di fede. Vi ricordo che vi sono di mezzo i vostri soldi e il vostro tempo, meglio non sprecarli affidandosi a supposizioni senza fondamento.

Come probabilmente avete già sentito, esistono due concetti e termini diversi riferiti ai filtri. Il filtro biologico e il filtro meccanico. Spesso la reale differenza non è molto chiara: in effetti in commercio tutti i filtri d’acquario sono una versione compatta e unica: un scatolino di plastica o un bidoncino. All’interno a volte ci sono scomparti diversi, ma permangono spesso i dubbi su come gestire effettivamente ogni parte che lo compone.

1 ) A cosa serve realmente un filtro meccanico?

  • Dovete immaginarlo come un SETACCIO che meccanicamente blocca tutti i detriti che vi passano. Magari qualcuno scappa, ma a lungo andare gran parte dei detriti di qualunque genere presenti nell’acqua dell’acquario vengono catturati qui.

2 ) A che serve setacciare questi detriti? 

  • Il primo e immediato risultato riguarda la limpidezza dell’acqua. Avete presente quando utilizzate sabbia non lavata come fondale? Si alza un polverone (i granelli più piccoli fluttuano in acqua per tanto tempo prima di depositarsi). Il filtro meccanico cattura queste particelle e vi regala il risultato tanto desiderato: la trasparenza. I benefici non sono finiti qui!
  • La maggior parte dei detriti in un acquario non sono minerali, bensì organici: parliamo di materiale fecale, mangime avanzato, foglie marce delle piante… tutte questi detriti contengono diversi elementi costitutivi tra cui l’azoto. L’azoto è quell’elemento che poi forma ammonio, nitriti e nitrati. Insomma, la preoccupazione principale degli acquariofili.

3 )Il filtro meccanico cattura questi detriti. E poi?

  • Quando sul setaccio vi si accumulano questi detriti organici avete la possibilità di rimuoverli manualmente lavando quelle spugne o lane che avete utilizzato per catturarli. Lavatele per bene, senza timore di togliere batteri utili: nel vero filtro meccanico non ci interessano i microrganismi. Se rimuovete manualmente tali detriti avrete ridotto di netto il carico organico dell’acquario, e in particolare avete eliminato alla fonte l’Azoto. Di conseguenza si forma meno ammonio, meno nitrito e meno nitrato.

4 )E se invece non ho voglia di pulirlo e oltretutto le piante in acquario sono in carenza di Azoto, cosa devo fare?

  • In questo caso, potrebbe aver senso lasciare quei detriti a decomporsi. Non avremo più un filtro meccanico vero e proprio, poichè comincia ad avere un ruolo biologico. Ossia, ci sono tanti microrganismi vivi in quelle spugne che stanno degradando i detriti. Questi microrganismi NON sono solo i batteri che siamo abituati a pensare parlando del famoso ciclo dell’azoto. Queste creature per la maggior parte sono detritivore: si nutrono dei quei sedimenti nello stesso modo in cui i pesci si mangiano i pellet. Qualche volta si insediano anche piccoli crostacei, diversi anellidi tra cui pure i lombrichi se hanno modo di arrivarci. Chiariamo comunque che vi sono nel mezzo anche quei batteri del ciclo dell’azoto, ma non sono affatto gli ospiti principali.

5 )Quindi, quando bisogna pulire il filtro meccanico?

  • Se l’obiettivo è ridurre l’azoto, la pulizia del filtro meccanico dovrebbe essere frequente. Farlo settimanalmente potrebbe essere un buon compromesso. Meno detriti lasciate a decomporre, meno azoto rilasciate in acqua. Ottima soluzione per un acquario dedicato ai pesci e senza piante e in generale quando si vuole alleggerire il carico del sistema.
  • Se l’azoto non è un problema, bisogna comunque pulire periodicamente il filtro meccanico altrimenti potrebbe ostruirsi. Appena notate che il flusso d’uscita dal filtro inizia a ridursi, vi consiglio di metterci mano assolutamente. Le tempistiche sono variabili: se avete un acquario grande con pochissimi pesci e pochissime piante (anche le piante creano detrito quando perdono le foglie), potrebbe passare addirittura un anno tra una manutenzione e l’altra. Viceversa, se avete per esempio tanti grossi ciclidi in accrescimento, il filtro meccanico potrebbe ostruirsi quasi giornalmente. Il discorso è sempre quantitativo e proporzionale.

6 )Il filtro biologico dunque cosa fa?

  • Il filtro biologico vero e proprio nasce per ospitare ceppi di batteri e altri microrganismi specializzati in una funziona molto molto speciale. Trasformano l’ammonio in nitrato, eventualmente passando per l’intermedio nitrito. La funziona reale del filtro biologico è precisamente questa: agire unicamente su quell’Azoto che ci dà tante preoccupazioni. Il processo si chiama nitrificazione e viene anche conosciuto come (un segmento) del ciclo dell’azoto. Ammonio NH4+ –> Nitrito NO2- –> Nitrato NO3-. Il filtro biologico, in questo senso preciso, andrebbe chiamato “filtro biologico nitrificante”.

7 )E nel filtro commerciale dove starebbe questo “filtro biologico nitrificante”?

  • Siccome l’obiettivo è far lavorare questo filtro biologico per trasformare l’azoto, lasciando quindi tutto lo spazio possibile ai microrganismi utili esattamente a quello, questo compartimento deve ricevere acqua possibilmente pulita, senza tanti detriti. Posizionare il filtro biologico (o in altre parole, i materiali deputati a tale funzione) dopo il filtro meccanico è la scelta migliore.

8 )Il filtro biologico va dopo il meccanico, ma perchè si riempie lo stesso di detriti e melma?

  • Se si riempie di detriti grossolani, probabilmente il meccanico lavora male o la manutezione che fate non risulta adatta, lasciando quindi tanti detriti passare e accumularsi ovunque. Non significa che non ci siano più i batteri utili del ciclo dell’azoto, ma stiamo confondendo il ruolo reale del filtro biologico e il vero rischio è quello di “perderne il controllo” creandoci una trappola da soli, come vi spiegherò meglio tra poco.
  • Se notate solo una sorta di melma che si accumula molto lentamente non dovete preoccuparvi. Anche se arrivano pochissimi detriti grossolani, i microrganismi stessi creano nuovo detrito a lungo andare e vi ritroverete con una certa sporcizia anche nel filtro biologico.

9 )Il filtro biologico inizia ad essere pieno di sporcizia. Cosa fare e perchè?

  • Il filtro biologico va pulito quando serve. La credenza che non debba mai essere toccato non è che un luogo comune. Per lavorare bene il filtro biologico ha bisogno di un flusso adatto di acqua su tutti i suoi materiali. Se la sporcizia inizia a tapparlo perde efficienza e non solo: se la corrente diventa minima e i sedimenti sono abbondanti, potrebbe avvenire il processo inverso alla nitrificazione. Dal nitrato si “torna indietro” a nitrito. La mancanza di Ossigeno rientra tra le condizioni favorevoli per tale fenomeno e come potete intuire un flusso insufficiente di acqua provoca una carenza di tale elemento.
  • I batteri utili sono adesi ai supporti come cannolicchi e spugne, ma sono anche nella melma. Quelli adesi (creano un biofilm proprio per questo) sono resistenti. Se la retina con i cannolicchi o la spugna deputata a filtro biologico sono parecchio sporche, prendetele delicatamente, inseritele in un secchiello con un po’ di acqua dell’acquario e muovetele lentamente per qualche instante. La melma di troppo si separa lasciando l’acqua visibilmente torbida. Quindi riponete al loro posto i materiali e riavviate la pompa.

10 )Se tolgo troppa melma, non rischio di perdere anche batteri utili?

  • Certo, proprio per questo bisogna stare attenti a evitare che si accumuli troppo. Sebbene piccole quantità di fanghi possano essere utili come supporto per la filtrazione biologica, nel caso del filtro degli acquari sono più i rischi che i benefici. Se diventano troppi, come già detto, bloccano il flusso e portano a seri danni o al collasso del sistema. Per questa ragione bisogna dare priorità alle spugne e ai cannolicchi come materiali di supporto per i batteri utili. Il filtro da acquario nasce per questi materiali, non per la melma.

11 )Cosa fare se il mio filtro ha solo una spugna e basta?

  • Probabilmente fu disegnato solo come filtro meccanico da lavare spesso. Valutate se sia il caso di aggiungere un altro filtro meglio strutturato per la funziona biologica.

12 )Come capire se il filtro meccanico è troppo piccolo?

  • Probabilmente parleremmo di “troppo stretto” in quanto i detriti si accumulano principalmente in modo orizzontale (immaginate far passare la sporcizia lungo un tubicino oppure in una tubatura fognaria, quale si tappa prima?). Il filtro meccanico potrebbe essere piccolo se si ostruisce molto rapidamente, obbligandoci a manutenzioni frequenti senza magari averne il tempo. La soluzione è aggiungere un altro filtro meccanico oppure ridurre la formazione dei detriti in vasca. Bisogna valutare meglio il caso specifico.

13 )Come capire se il filtro biologico è troppo piccolo?

  • Sempre ammesso che la manutezione sia corretta, se anche dopo lo start dell’acquario continua ad accumularsi ammonio e/o nitrito in acqua significa che il filtro biologico è insufficiente. Soluzione: comprare un altro filtro o ridurre il carico in vasca. Bisogna valutare meglio il caso specifico.

14 )La portata della pompa importa?

  • Affronteremo meglio questo argomento in altri momenti. Generalmente i filtri commerciali sono dotati di pompe più che sufficienti quindi non preoccupatevi troppo e casomai chiedete direttamente consigli sul vostro caso specifico.

15 )Come capisco se un filtro (meccanico+biologico) è più grande di un altro? 

  • Non dalla pompa. Quello che conta per la filtrazione è lo spazio (volume) dedicato ai materiali filtranti. La pompa giustamente deve avere una portata proporzionale, ma il vero fattore limite resta sempre lo spazio disponibile per i microrganismi nella parte biologica e l’area della sezione del setaccio-meccanico. Cercate quindi sempre di comparare i volumi filtranti e non soffermarvi solo sulle portate dichiarate delle pompe.

16 )Cosa vuol dire “filtro sovradimensionato”?

  • Trattasi di altro concetto troppo approssimativo e spesso spiegato pure nel modo sbagliato. Sovradimensionato ci fa pensare a qualcosa “oltre le nostre esigenze”. I punti critici sono due: intanto bisogna capire quali sono veramente le nostre esigenze. Quanto carico deve elaborare quel filtro? Intanto sarebbe da definire questo. Poi, spesso per sovradimensionato si fa riferimento a una pompa più potente che genera maggiore flusso. A volte vengono installate pompe forti in filtri di poco volume, quindi attenzione a non confondervi. Avete bisogno di volume filtrante, non di “flusso a vuoto”. Anche qui, meglio valutare il caso specifico senza generalizzazioni profondamente ingannevoli.

17 )Il filtro va dimensionato in base ai litri dell’acquario?

  • No, il filtro deve essere in funzione del carico, ossia dei pesci. E in realtà non proprio dei pesci, ma di quanto mangiano. La fonte originaria del detrito e dell’azoto ammoniacale da trattare è proprio il mangime (e nel caso di acquari con piante, anche le foglie marce). La quantità d’acqua non fa che diluire tutti i composti di scarto e solo in piccolissima parte ospita microrganismi utili a queste trasformazioni di cui abbiamo parlato. Per esempio, se con gli stessi pesci raddoppio le dimensioni dell’acquario, non ho bisogno di raddoppiare anche il volume filtrante. Se riduco le dimensioni dell’acquario e il filtro stava già lavorando al suo limite, potrebbe essere preferibile utilizzare un filtro più grande. Come mai? La spiegazione non è breve, quindi la approfondirò in un articolo dedicato. In ogni caso, evitate di far lavorare i filtri al loro limite e cercate sempre di avere uno spazio maggiore dell’indispensabile per ospitare i microrganismi utili.

 

Dubbi o domande? Commentate e ne parleremo.

Matteo Rancan

Specialista di acquacoltura tropicale, progetta e costruisce impianti in Sudamerica e Caraibi. Appassionato di acquariologia.

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