FILTRO ACQUARIO: schema composizione, come funziona

Che cos'è il filtro per acquario d'acqua dolce

Negli acquari d’acqua dolce il filtro è un componente tecnico associato a una pompa (o a un aeratore). In questo articolo si parla di che cos’è un filtro, lo schema composizione, le tipologie di filtraggio e quando utilizzarlo. Un filtro completo consiste in una parte a funzione meccanica, una a funzione biologica/biochimica ed eventualmente un’ulteriore attività chimica. 

Filtro meccanico

Lo scopo del filtro meccanico è bloccare particelle grossolane di piante frammentate, substrato, deiezioni e mangime. Così, regolarmente, si possono asportare tali detriti. Il filtro meccanico è usato anche per rendere più limpida l’acqua se è torbida a causa di particelle in sospensione (fondale polveroso, …).

Filtro biologico

Lo scopo del filtro biologico/biochimico è fungere da supporto per colonie di microrganismi e batteri che:

  1. Decompongono i piccoli frammenti di detrito in particelle via via più semplici fino a molecole singole.
  2. Partecipano al ciclo dell’azoto: nel filtro biologico vi sono colonie di batteri che trasformano i derivati proteici in ammonio, poi nitrito, poi nitrato. Questa azione è svolta anche dai batteri presenti in vasca. Per approfondire sul ciclo dell’azoto e la maturazione dell’acquario e del filtro biologico —> Cos’è la maturazione

E’ corretto considerare il filtro biologico come un ambiente di coltura intensiva di microrganismi e batteri.

Da qui nasce la domanda spontanea: “Se i batteri sono già presenti naturalmente in acquario, perchè ne servono altri in un filtro?”

Solitamente gli acquari presentano un carico organico molto elevato, ovvero la quantità di animali ospitata produce una serie di scarti da elaborare troppo massiccia per essere autonomamente gestita dai processi biologici standard per una vasca. 

Così il filtro artificiale funge da espansione delle superfici e dei supporti su cui possono svilupparsi abbondantemente colonie microbiologiche capaci di ottimizzare l’elaborazione dei rifiuti.

Non è sempre indispensabile il filtro biologico: esistono certi tipi di allestimento e gestione che permettono di farne a meno, poichè direttamente in acquario riescono ad avvenire tutti i processi necessari. Ad esempio negli acquari naturali senza filtro.

Filtro chimico

Nei filtri è possibile inserire materiali che agiscono chimicamente. Non ospitano microrganismi nè bloccano particolato, ma funzionano scambiano composti, solitamente ionici, con quelli presenti in acqua.

Un esempio sono le resine per la riduzione della concentrazione di Nitrati, Fosfati, Silicati… Si utilizzano, solitamente, in situazioni di emergenza.

Anche il carbone attivo è un materiale che riesce a diminuire la concentrazione di certi pigmenti, ioni e altre sostanze più o meno complesse. In acqua dolce il carbone attivo non si usa regolarmente, ma quasi sempre in caso di necessità.

Esempi di piccoli filtri commerciali

Nei seguenti banner sono esposti alcuni filtri commerciali su Amazon. Osservato le divisioni. Il primo possiede una piccola spugna ad azione meccanica, uno scompartimento per i carboni e una spugna ad uso biologico. Il secondo ha materiali plastici come supporto biologico (bioball), il terzo ha solo una spugna. L’ultimo è a zainetto e può essere “caricato” in vari modi, ma spesso è un po’ meno efficiente degli altri.

Schema composizione filtro completo

Indipendentemente dalla tipologie di filtro, ovvero se interno, esterno, a zainetto etc lo schema della composizione interna dovrebbe rispettare una certa sequenza.

 

La pompa

La pompa si può posizionare, con riferimento al flusso d’acqua, prima dei materiali oppure dopo. Nel primo caso è importante che la girante sia protetta e comunque adatta ad “acque sporche” poichè potrebbe ostruirsi facilmente.

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Schema composizione spugne (sezione meccanica)

Il primo passaggio per l’acqua da trattare dovrebbe essere costituito da una o più spugne con larghezza dei pori differente. Le spugne grossolane all’inizio e via via si posizionano quelle più fini. In questo modo i detriti più grossi vengono subito bloccati ed è possibile asportarli rimuovendo la prima spugna e pulendola.

Talvolta viene usata la lana di perlon come primo setaccio. E’ molto fitta quindi blocca tantissimo, anche il pulviscolo. Se si usa bisogna ricordare di controllarla spesso in quanto, ostruendosi velocemente, può avere conseguenze deleterie per la parte biologica che segue.

Schema composizione supporti batteri

I materiali per la fase di trattamente biologico-biochimico non dovrebbero mai essere lavati. Le colonie di microrganismi che si formano verrebbero in larga parte distrutte in caso di un intervento di pulizia, quindi nel complesso il filtro biologico perderebbe di efficacia.

Qualunque materiale può diventare supporto per batteri e altri microrganismi, ma è opportuno scegliere quelli con maggiore superficie, ovvero più porosi. Spugne fini, cannolicchi, lapillo e pomici, prodotti plastici industriali creati appositamente rappresentano tutte alternative da valutare.

Posizione materiali a funzione chimica

Eventuali materiali ad azione chimica si possono posizionare tra meccanico e biologico o dopo il biologico.

Per ulteriori informazioni sulle funzionalità del filtro per acquari, su come disporre i materiali filtranti seguendo uno schema e sulle loro caratteristiche, puoi leggere i vari articoli nella sezione Tecnologia e tutorial oppure puoi chiedermi aiuto tramite il seguente modulo di contatto.

 

Author: Matteo Rancan
Matteo Rancan, 19 anni, è un appassionato di acquariofilia con un particolare interesse per i microrganismi acquatici. Nella vita si occupa di gestire le sue aziende nel campo dell'acquacoltura e del digitale, mentre nel tempo libero scrive articoli per i suoi siti web come Colture Acquatiche e Acquario Amazzonico.

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