Pesci tropicali liberi in Italia? Edizione VENETO

Pesci tropicali nei laghetti termali italiani, località in Veneto

L’esistenza di popolazione rinselvatichite di pesci tropicali d’acquario è un tema che sempre incuriosisce gli acquariofili. Siamo soliti immaginare i pesci tropicali come organismi delicati provenienti da ambienti non paragonabili a quelli italici, così siamo indotti a pensare che mai potrebbero sopravvivere nelle nostre acque.

In realtà, diverse specie di pesci tropicali sono state rinvenute in Italia in particolari zone in cui, grazie alla presenza di acque termali, le temperature si mantengono accettabili tutto l’anno. Vi sono poi alcune specie esotiche che riescono a superare l’inverno a basse temperature, rappresentando talvolta un serio problema di organismi alloctoni invasivi.

Zone termali in Veneto

Il Veneto, come la Toscana e altre regioni italiane, è ricco di sorgenti termali in cui le condizioni ambientali potrebbero essere compatibili con la vita dei pesci tropicali.

In queste particolari aree, di solito, non vivono specie autoctone. La presenza di pesci tropicali, quindi, non rappresenta un immediato pericolo; tuttavia, se queste aree sono comunicanti con altri corpi idrici a lungo andare potrebbero avvenire fenomeni di adattamento di piccole popolazioni e dunque invasione. Se si è a conoscenza di zone termali è dunque bene non introdurre alcun organismo per evitare ogni possibile danno ecologico. 

In questo articolo parliamo di un laghetto termale situato in Veneto. Non precisiamo la località per evitare che malintenzionati possano rilasciare ulteriori specie alloctone.

Un laghetto termale italiano con pesci tropicali rinselvatichiti

Laghetto termale in Italia con pesci tropicali

Il laghetto misura circa 20 x 6 metri, con una profondità non superiore a un metro. E’ alimentato da un canale di acqua termale e, forse, da sorgenti sul fondale.

Circondato da alberi con folte chiome, riceve poca luce e questo potrebbe essere uno dei motivi per cui le piante acquatiche sono completamente assenti. La presenza, come si vedrà tra poco, di pesci erbivori e forse di una composizione chimica dell’acqua inadatta alla vegetazione superiore probabilmente sono ulteriori fattori che impediscono lo sviluppo di una flora acquatica diversa da alghe e cianobatteri.

La comunità di animali è composta principalmente da:

  • Chiocciole (Melanoides tuberculata)
  • Gamberi della Louisiana (Procambarus clarkii)
  • Gamberetti (Palaemonetes antennarius)
  • Anfipodi (gammaridae)
  • Guppy (Poecilia reticulata
  • Guppy-endler (Poecilia reticulata x P. wingei)
  • Platy e portaspada (Xiphophorus sp)
  • Molly (Poecilia sphenops)
  • Tilapie (Oreochromis spp)
  • Carpa (Cyprinus carpio)
  • Siluro (Silurus glanis)

Le analisi microscopiche della comunità planctonica hanno portato a scarsi risultati: sembra assente l’intera categoria dello zooplancton, così come si evidenzia una ridotta biodiversità di microrganismi fotosintetici in sospensione. La comunità di protozoi è dominata da Euplotes, Spirostomum e Vorticella.

Uno scorcio del laghetto termale con pesci tropicali

Aspetti interessanti di un laghetto termale con pesci tropicali

In un laghetto come questo è possibile osservare vari processi selettivi interessanti, come quelli che portano i poecilidi ad un ritorno a colorazioni poco appariscenti e forme più funzionali al nuoto veloce. 

L’ambiente è inoltre sufficientemente grande per l’instaurarsi di relazioni preda-predatore, sebbene siano molto fragili. Inoltre, in questo particolare laghetto, la mancanza di fitoplancton e zooplancton, così come la scarsità di larve d’insetto, limita molto l’aumento della biomassa di pesci foraggio (poecilidi): sono costretti a nutrirsi quasi esclusivamente delle poche formazioni di perifiton, ovvero l’insieme di alghe che crescono sulle rocce sommerse. 

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