Quanti litri servono ai Pesci Rossi?

Quanti litri servono ai Pesci Rossi?

Quanto spazio per i pesci rossi?

Quanti litri necessitano i pesci rossi è uno degli argomenti di discussione in assoluto più frequenti tra gli acquariofili: il litraggio ideale non mette d’accordo proprio nessuno. Vi sono diverse regole diffuse sul web almeno da quindici anni a cui si appellano molti appassionati, purtroppo però la maggior parte delle volte i “neofiti informati” non fanno che ripetere un numero quasi casuale di litri per ciascun pesce rosso senza in verità capire il come e il perchè della situazione. 

In questo articolo vediamo di fare chiarezza sulla tematica “spazio per pesci rossi” andando a riflettere anche sulle pseudo regole più comuni come i 30 o 50 litri per pesce rosso oppure il rapporto litri/centimetri di lunghezza.

Volume e filtraggio

Questo è il concetto fondamentale da cui iniziare. In acquario non dobbiamo ragionare solo in termini di litri o volume, ma anche di come tale acqua venga mantenuta in condizioni idonee alla vita degli animali. Il volume dell’acquario, di per sè, è solo una misura dell’ingombro o del “potere diluente” nei confronti dei composti inquinanti. 

A meno di usare sempre vasche di forma standard, quando ci si riferisce alla quantità d’acqua nel senso di spazio vitale andrebbe preferito approcciarsi alle misure dei lati in centimetri, in particolare la lunghezza della linea di nuoto, piuttosto che all’ingombro risultante.

Il filtraggio è la chiave della qualità dell’acqua: un potente apparato filtrante può mantenere vivibile anche un ambiente piccolo e sovraffollato. Ovviamente ciò comporta comunque dei rischi, soprattutto in caso di emergenza (come assenza di corrente) vi mancherebbe il tempo minimo per intervenire prima del collasso del sistema e morte dei pesci.

Inoltre un ambiente sovraffollato facilita la diffusione di numerose patologie, come le frequenti parassitosi che colpiscono i pesci d’acquario.

Il messaggio che vorrei trasmettere, comunque, è di tipo precauzionale: non sentitevi tranquilli perchè avete un grosso acquario con pochi pesci se il sistema filtrante è inadeguato. Così come non sbilanciatevi a fare i paladini dei pesci rossi se vedete un acquariofilo con un acquario leggermente sovraffollato (secondo i vostri canoni) senza conoscere bene la gestione e i componenti tecnici che vi si celano.

Un’ultima considerazione su questo tema: il filtraggio non è obbligatoriamente solo il filtro meccanico-biologico. Anche le piante, il substrato, eventuali sistemi filtranti secondari contribuiscono in modo significativo al mantenimento di buone condizioni dell’acqua.

50 litri per pesce rosso è giusto?

Ormai è comunissimo leggere della regola dei 50 litri per pesce rosso. Vi sono delle varianti, perlopiù precedenti, che suggeriscono 20 o 30 litri, mentre i “laghettisti” vi diranno probabilmente almeno 100 litri a carassio.

Sono regole giuste? Hanno fondamento? Servono solo a fingersi esperti inventandosi numeri?

Personalmente sono più propenso alla terza ipotesi.

Innanzitutto va considerato quanto spiegato nel precedente capitoletto: l’importanza del volume e del filtraggio come elementi fortemente integrati.

Dopodichè è sufficiente un banale ragionamento per capire l’insostenibilità di considerare un volume fisso per ciascun pesce, senza calcolare nessuna altra variabile. Una tale semplificazione è tipica dei neofiti che si sentono esperti perchè essersi colmati di “nozionismo”, spesso in verità fine a se stesso o controproducente.

I 50 litri a pesce rosso sono un numero assai poco utile da conoscere. Da avannotti, ovviamente, le esigenze sono estremamente minori e in ogni caso il tipo di allevamento e gestione è ben differente dall’acquario ornamentale di destinazione.

Inoltre va considerato che la prima taglia commerciale dei carassi oscilla attorno a 3-4 cm, ma si possono incontrare in negozio oppure ottenerli dopo alcuni mesi/anni dall’acquisto animali di oltre 20 cm. Come si possono paragonare le esigenze di queste diverse biomasse, anche solo per una ragione metabolica?

In termine pragmatici, oltretutto, un carassio di grandi dimensioni tenuto in un acquario da 50 litri (o l’equivalente di 4-5 carassi grandi in 200 litri) e alimentato in modo tipico richiede un sistema filtrante ben superiore a quelli standard per tale tipo di acquario. Allo stesso modo, in un acquario da 200 litri possono essere tenuti per i primi mesi ben più di 5 carassi da 3-4 cm.

 

1 o 2 lt per cm di lunghezza?

Questa regola è diffusissima non tanto per i pesci rossi, ma proprio per l’intera categoria di pesci ornamentali.

L’immensa bellezza e biodiversità dei pesci ornamentali non merita queste regole pressapochiste che appaiono più come un insulto a questa passione che come un modo per tutelarla.

Per chi davvero avesse dubbi, specifico:

  • Insensata in termini di rapporto biomassa/litro (quindi stima plausibile del ritmo di inquinamento). All’aumentare della lunghezza la biomassa non aumenta in modo lineare, ma risulta dal prodotto di lunghezza*larghezza*altezza e si ottiene un incremento notevolmente maggiore rispetto alle aspettative.
  • Insensata in termini di spazio vitale. Ci sono pesci statici estremamente allungati (si pensi ai Misgurnus) e animali piccolissimi ma decisamente vivaci. 

 

Quanti litri per pesce rosso in acquacoltura?

Diamo uno sguardo all’acquacoltura, la sorella maggiore e “più scientifica” dell’acquariofilia. 

L’allevamento professionale del pesce rosso è meno tecnificato e sofisticato rispetto a molte altre specie da acquacoltura, soprattutto in Europa. Già in estremo oriente esistono impianti più avanzati, specialmente per la produzione massiva delle varietà selezionate eteroforme. 

Leggi la guida base sul Carassius auratus

In Europa i pesci rossi di varietà comuni si allevano in stagni ad ampia superficie, centinaia o migliaia di metri. Solitamente si inseriscono poche centinaia di kg di riproduttori per ettaro e la stagione successiva si raccolgono anche oltre 200.000 pesci per ettaro (=10.000 metri quadrati). Una media di 10-20 pesci per metro quadrato che possono corrispondere a un carassio ogni 40-200 litri d’acqua. Un dato utile per gli acquari? Affatto. Le condizioni di questi stagni sono estremamente diverse, a partire dalla limpidezza dell’acqua compromessa dalle (utili) fioriture di fitoplancton e zooplancton, se non semplicemente dal detrito sospeso.

In Asia è tipico allevare in modo intensivo e iperintensivo i carassi selezionati. Le vasche di accrescimento variano da grossi acquari a stagni in cemento di alcuni metri quadrati. A volte si usano stagni in terra, ma è meno frequente con i pesci rossi di alta selezione.

In queste situazioni non è insolito incontrare animali ad alte densità sia a livello numerico che di biomassa per metro cubo. Tuttavia va sottolineato come vi siano sistemi filtranti o di ricambio continuo diversi da quelli degli acquari da salotto, oltre al fatto che a gestirli siano persone ben più esperte.

In acquario quanti litri consiglio per i pesci rossi?

Questo articolo spero abbia reso più fragili certe convinzioni che albergano nella mente di qualche lettore. Ora è il momento di fornire una mia opinione personale in merito a quanti litri servano per i pesci rossi.

Partiamo dal presupposto che ciò che consiglierò è il frutto di un’analisi globale che tiene conto della visione di insieme: non solo i pesci rossi in sè, ma anche i sistemi di filtraggio tipici, la (scarsa) attenzione dell’acquariofilo medio, la fattibilità delle manutezioni intense etc.

Personalmente suggerisco di ospitare i pesci rossi ornamentale in acqua di almeno 150-200 litri introducendo inizialmente non più di 4-5 esemplari di piccola taglia. Consiglio inoltre di predisporre l’acquario per la coltivazione di almeno 2-3 specie di piante a crescita rapida e installare uno o più sistemi filtranti scelti in modo intelligente: abbondante volume per i materiali filtranti, in particolare per quelli dedicati alla colonizzazione batterica.

Così facendo nei primi mesi di allevamento non vi saranno problemi legati al sovrappopolamento (espresso in biomassa / volume d’acqua) poichè gli animali sono effettivamente piccoli e richiedono quantità di mangime contenute ben processabili dal sistema-acquario. 

Col passare del tempo gli animali crescono e le dosi di cibo aumentano. Sono queste, infatti, la prima causa di problemi con i parametri. In acquario l’ossigeno disciolto è un problema più raro di quello che si pensa: i problemi legati all’ossigenazione dei tessuti (respirazione in senso stretto) è dovuto piuttosto all’azione di composti dannosi come il Nitrito, piuttosto che alla scarsità di Ossigeno o all’eccesso di CO2 (altro composto negativo per il trasporto di ossigeno ai tessuti, quando in eccesso).

Leggete la Guida alla maturazione dell’acquario per chiarirvi le idee sui composti azotati e i loro effetti.

Per concludere questo discorso sui litri necessari per i pesci rossi, vorrei suggerire di monitorare sempre l’andamento dell’acquario. Quando riscontrate che l’acqua si inquina troppo rapidamente, appare sempre torbida, i valori non rimangono idonei per più di qualche giorno di seguito… Non aspettate il collasso dell’acquario: agite riducendo nell’immediato le razioni alimentari e subito dopo sistemate la popolazione della vasca e/o potenziate il sistema filtrante. Sfruttate l’intelligenza e la presenza di acquariofili più esperti a cui chiedere consigli, non basatevi mai sulle banalità tanto semplici quanto erronee che abbondano sul web.

Matteo Rancan

Specialista di acquacoltura tropicale, progetta e costruisce impianti in Sudamerica e Caraibi. Appassionato di acquariologia.

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