Sabbia in Acquario: scegliere quella giusta!

Sabbia in Acquario: scegliere quella giusta!

Cos'è la sabbia? A cosa serve in acquario?

Prima di pensare a che tipi di sabbia utilizzare in acquario, alla colorazione e alle caratteristiche chimiche, definiamo cosa è la sabbia. 

Con sabbia si intende una roccia sedimentaria di granulometria molto fine derivante dall’erosione di altre rocce, spesso le arenarie (ma anche di altre specie petrologiche). La vera sabbia ha dimensione di ciascuna particella compresa tra 0,063 e 2 mm. Altre classificazioni definiscono l’intervallo tra 0,050 mm (50 micron) e 2 mm. In ogni caso si parla di materiale costituisto da particelle molto piccole. Granulometria inferiore fa riferimento al limo, mentre quando superiore diventa ghiaietto se liscio o pietrisco se spigoloso. 

Le tipologie di sabbia per acquario

Esistono diverse tipologie di sabbia per acquario.

Escludiamo le sabbia artificiali ottenute con vari procedimenti per colorare le particelle.

Le sabbie silicee sono molto diffuse: sono composte principalmente da silicio, lo stesso componente del vetro. Sono abbastanza spigolose e abrasive. Le sabbie quarzifere possiedono lo stesso elemento principale, ma commercialmente sono considerate “meno pure”.

Le sabbie calcaree alterano il KH e il pH se inserite in allestimenti di acqua acida, poichè sono costituite da carbonato di calcio che reagisce con gli acidi.

Esistono poi sabbie ferrose, micacee etc. In natura si possono incontrare sabbie miste con diverse rocce e minerali costituenti. A livello commerciale, generalmente, sono più vendute sabbie con composizione omogenea.

Quando usare la sabbia?

La sabbia è generalmente un valido substrato per la crescita delle piante. Sebbene non sia generalmente eccezionale per facilitare gli scambi ionici con le radici, e quindi la capacità delle piante di nutrirsi, funge da buon ancoraggio, soprattutto se con alto peso specifico. I nutrienti possono essere veicolati alle radici con terricci organici/inorganici o fertilizzanti di sintesi chimica.

La sabbia fine è considerata un ottimo substrato per tutti quei pesci che vivono a stretto contatto con il fondo. In verità, però, circolano troppe leggende su questo argomento. Dalle mie osservazioni dirette durante le mie esplorazioni in Amazzonia e altre località di interesse ittiologico, la sabbia fine utilizzata in acquario non è così comune. Pesci come i ciclidi Geophagus, il cui nome significa “mangia terra” non vivono nelle condizioni tipicamente immaginate dall’acquariofilo medio: li ho frequentemente incontrati su substrati ghiaiosi con fanghiglia organica. Sabbia fine non presente. L’importante per i pesci bentonici (=di fondo) non è infatti la granulometria del substrato, bensì la non abrasività. La presenza di rocce levigate, infatti, non crea danno a questi pesci. Piuttosto di utilizzare una sabbia inadeguata, ad esempio alcune quarzifere-vetrose presenti in commercio, meglio inserire ciottoli, ghiaia ed eventualmente qualche foglia secca che nel tempo formerà del detrito soffice. Questo vale sia per le specie ittiche dotate di barbigli come i Corydoras sia per quei ciclidi che inghiottono e filtrano con le branchie il substrato: meglio evitare sabbie abrasive e privilegiare quelle poco spigolose o semplicemente non utilizzarle.

Quando NON usare la sabbia?

Non ci sono situazioni particolari in cui vada evitata. Piuttosto andrebbe analizzato bene il tipo da inserire, studiandosi le proprietà chimiche e morfologiche come accennato nel precedente paragrafo.

Dove acquistare la sabbia per acquario?

Alcune sabbie molto economiche si possono acquistare dai rivenditori edili. Non sono sabbie particolarmente pure e necessitano di buoni lavaggi per rimuovere il sedimento polveroso. La sabbia per acquari commercialmente è già processata per renderla pronta o quasi pronta all’uso. Il costo si aggira da 1 a 3 euro al kg per le sabbie comuni. 

Matteo Rancan

Specialista di acquacoltura tropicale, progetta e costruisce impianti in Sudamerica e Caraibi. Appassionato di acquariologia.

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