Stress nei pesci d’acquario: predatori e litraggio

Stress nei pesci d’acquario: predatori e litraggio
Sebbene la ricerca scientifica ci offra dei risultati accettati e assimilabili come il vero, spesso osservare degli esempi pratici ci aiuta a comprendere meglio il significato di questi studi.
L’argomento che vorrei proporre agli amici acquariofili è davvero ampio, ma cercherò di sintetizzare.
STUDIO 1 – i pesci ornamentali sono fortemente stressati dalla presenza di minacce come i predatori.
Non solo la presenza fisica del predatore, ma anche altri segnali correlati sono percepiti come fonte di stress. In generale anche ambienti spogli e altamente illuminati non sono così apprezzati dai pesci preda perché li lasciano allo scoperto e non offrono la protezione che instintivamente viene ricercata.
Questi fattori di stress provocano il rilascio di cortisolo, un ormone che influenza come l’organismo decide di gestire le proprie risorse (nutrienti ed energia).
Un picco momentaneo di cortisolo aiuta il pesce a reagire in modo più efficiente contro la minaccia, lasciando più energia disponibile per una eventuale fuga anzichè “sprecarla” per la crescita corporea o riproduzione.
Se il cortisolo continua a restare elevato per giorni o settimane, effetto di continui eventi stressanti, vi sono conseguenze tragiche nella salute di un individuo. Smette di crescere bene, riprodursi, contrastare normalmente agenti infettivi, … in generale vi è un indebolimento preoccupante dell’organismo.
STUDIO 2 – lo spazio disponibile in acquario altera il comportamento dei pesci, ma non vi sono effetti evidenti sui livelli di cortisolo
Gran parte dell’attenzione acquariofila viene posta ai litraggi. C’è chi si arrabbia perché anziché 120 litri, l’acquario ne contiene 80. Va di moda, poi, consigliare vasconi da almeno 100 o 150 cm per un gruppo di neon, pesciolini di appena 3 cm e anatomicamente non predisposti a grandi nuotate… in ogni caso, queste idee sicuramente le avrete già sentite se frequentate le community di acquariofilia.
Sono stati svolti diversi studi scientifici sugli effetti dello spazio disponibile per il benessere dei pesci. Emerge che il loro comportamento viene profondamente influenzato, ma non esiste nessuna correlazione chiara sui livelli del cortisolo, l’ormone associato allo stress.
E tutte le vasche utilizzate nello studio sono estremamente più piccole di quelle solitamente commercializzate in acquaristica per le specie coinvolte nella ricerca.
Quindi? Mettiamo pesci a caso in barattoli da mezzo litro?
Sarebbe la conclusione polemica che qualcuno sicuramente vorrebbe trarre.
Nella realtà, per quanto ne sappiamo, possiamo solo dedurre che lo spazio in sè ha un valore minore nel benessere dei pesci, mentre l’allestimento e la tranquillità dell’ambiente circostante si rivelano fondamentali.
Naturalmente il volume d’acqua è strettamente associato anche alla gestione tecnica della qualità dell’acqua. A parità di pesci, meno acqua si sporca più rapidamente. Per sporcare si intende accumulo di sedimenti e di composti azotati tossici. Nella pratica di tutti i giorni conviene quindi cercare un equilibrio, evitando che l’unico stressato sia poi l’acquariofilo alle prese con le manutenzioni.
Torniamo ai pesci e diamo un senso alle foto. Questi studi scientifici già menzionati, trovano qualche riferimento anche negli habitat di origine dei pesci ornamentali?
Se osservate la panoramica aerea noterete una enorme massa d’acqua dove in teoria dovrebbero abitare i pesci ornamentali (rio Solimoes, confine Perù e Colombia).
In realtà la maggior parte proliferano nei rigagnoli della foresta, zone dove difficilmente incontreranno i due predatori delle due foto successive.
Una mia conclusione/riflessione che vi propongo:
– Preoccupatevi più dell’allestimento che dei litri effettivi. Un acquario un po’ piccolo, ma ben allestito, sarà probabilmente più idoneo per i pesci ornamentali rispetto a un vascone enorme e vuoto.
– Ammoniaca e nitrito uccidono prima che i pesci possano accusare stress da “ambiente sbagliato”. La priorità su tutto è la qualità dell’acqua, sempre e comunque.
– Tenete in considerazione non solo l’allestimento interno, ma anche ciò che posizionate o fate attorno alla vasca.
– Ogni specie ha dei tratti comportamentali specifici e certe preferenze ambientali possono dipendere anche da dove sono nati e cresciuti gli esemplari che acquistate.
– Anche i pesci predatori hanno “i loro predatori”, quindi certe accortezze andrebbero prese anche per loro. In ogni caso, le informazioni di questo post si applicano soprattutto a piccoli ciprinidi, ai tetra, ai piccoli ciclidi (non solo i nani)…
Matteo Rancan

Specialista di acquacoltura tropicale, progetta e costruisce impianti in Sudamerica e Caraibi. Appassionato di acquariologia.

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